Il Cammino di Sant’Antonio si conferma uno spazio capace di generare sguardi nuovi sul paesaggio, sulla mobilità lenta e sulle forme contemporanee di pellegrinaggio. A evidenziarlo è la recente pubblicazione delle ricercatrici Chiara Rabbiosi (Università di Padova) e Sabrina Meneghello (Università Iuav di Venezia e Università di Padova), “Sempre in divenire: camminare lungo antiche rotte di pellegrinaggio come pratica patrimonializzante”, apparsa anche nel Bollettino della Società Geografica Italiana.
Lo studio adotta un approccio fenomenologico alla mobilità e al paesaggio, interrogando il modo in cui il camminare, inteso come performance dei luoghi, contribuisca alla patrimonializzazione dei paesaggi attraversati. Come ricordano le autrici, “il venire insieme di corpi, sensi, beni culturali e ambiente attraverso il camminare consente di comprendere quanto questa pratica giochi un ruolo chiave nel reinterpretare i pellegrinaggi”.
La ricerca si basa su due esperienze di mobile ethnography condotte lungo tratti del Cammino di Sant’Antonio che si intrecciano con la Via Romea Strata (2021) e la Via Romea Germanica (2022). Le esperienze sono state svolte nell’ambito dell’insegnamento Valorizzazione turistica e promozione del paesaggio, offerto in due corsi di laurea magistrale, Scienze per il Paesaggio e Turismo, Cultura, Sostenibilità all’Università di Padova. In entrambi gli anni, l’esperienza è consistita in due giorni di cammino per un totale di circa 50 km, con un pernottamento. In entrambe le occasioni, studenti universitari hanno camminato insieme alle docenti, utilizzando il camminare come strumento di indagine incorporato e immersivo. Questa modalità ha permesso di osservare come il paesaggio si riveli passo dopo passo mediante la natura che accompagna il cammino, gli incontri che danno vita a comunità temporanee, la ricerca spirituale che affiora spontaneamente e la riscoperta di segni culturali e religiosi che solo la lentezza consente di cogliere.
Il cammino emerge così come un’esperienza che intreccia relazione, ascolto e presenza, capace di unire dimensione personale e collettiva. Le autrici mostrano come il Cammino di Sant’Antonio sia allo stesso tempo un patrimonio consolidato e una pratica che continua a generare nuovo patrimonio, grazie alle interpretazioni, alle emozioni e alle narrazioni di chi lo percorre.
Il lavoro si inserisce nel quadro della collaborazione tra l’Università di Padova e il Centro Studi Antoniani, che promuove ricerche interdisciplinari dedicate ai cammini di pellegrinaggio e alla figura di sant’Antonio. Questa sinergia permette di approfondire il ruolo dei cammini non solo come itinerari turistici, ma come spazi culturali dinamici, capaci di attivare processi di conoscenza, cura e valorizzazione del territorio.
Articolo completo (open access): https://www.bsgi.it/index.php/bsgi/article/view/7565/6896?fbclid=IwY2xjawSrCu5leHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEewJIHmLkbzJSMc6EQ7pDCO3Hkw1ZV4Iv1_nQWP41NqxJNEREuc2HXpY_ST8k_aem_S4snkMSHKG_8hWd6lOjotw